Lo sfruttamento delle lagune costiere nel mondo romano

Annalisa Marzano

pp. 73-84

DOI: https://doi.org/10.26406/RdA47-6


Abstract

Questo articolo esamina lo sfruttamento delle lagune in epoca romana, partendo dalle principali testimonianze testuali e archeologiche disponibili. Si richiama l’attenzione sul ruolo che la pesca lagunare deve aver avuto nel successo commerciale di centri urbani famosi per la produzione e il commercio di salagioni di pesce, come Gades e Troia nella Penisola Iberica. Dopo aver discusso diverse attestazioni relative a tecniche di pesca utilizzate nell’antichità per pesca in laguna, l’articolo affronta il ruolo che le lagune dell’Italia romana ebbero nello sviluppo e nel perfezionamento delle pratiche di acquacoltura in epoca repubblicana, sia itticoltura che ostricultura. Si suggerisce che due aree geografiche ebbero un ruolo cruciale a proposito, le lagune di Ostia alla foce del Tevere e le lagune vicino a Cosa nell’Etruria meridionale.

This article offers an overview of the exploitation of lagoons in the Roman era, discussing the main textual and archaeological evidence available. It draws attention to the role lagoonal fishing must have had in the commercial success of urban centres famous for the production and trade of salted fish and sauces, such as Gades and Troia in the Iberian Peninsula. After discussing the evidence for various fishing techniques used in antiquity in lagoonal fishing, the article addresses the role lagoons of Roman Italy played in the development and perfecting of aquaculture practices in the republican era, both for fish and oysters. It is suggested that two geographic areas played a crucial role in this development, the lagoons near Ostia at the mouth of the Tiber and the lagoons near Cosa in south Etruria.


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