Indagini geofisiche per l’archeologia lagunare: possibilità e prospettive

Jacopo Boaga;Rita Deiana

DOI: https://doi.org/10.26406/RdA47-10


Abstract

Le prospezioni geofisiche da decenni fanno parte degli strumenti di indagine a disposizione della ricerca in campo archeologico. Oggigiorno la gran parte delle tecniche di indagine utilizzate in campo geologico viene infatti applicata anche in campo archeologico, in virtù della loro non invasività e capacità di fornire dati essenziali sulla localizzazione, estensione e caratteristiche di strutture sepolte di interesse, anche su vaste aree. Gli ambiti di applicazione delle tecniche di indagine geofisica per scopi archeologici spaziano dalla terraferma, in contesto rurale, urbano o costiero, sino all’applicazione, con sistemi talora dedicati, alla ricerca archeologica in ambiente sommerso, in acque dolci, salate o salmastre, in zone semi-sommerse, umide e zone di acque poco profonde. Queste ultime fanno parte dei contesti lagunari, la cui complessità, limita e talora preclude l’impiego di alcune tecniche di normale utilizzo in terraferma e impone l’adozione di specifici accorgimenti in fase di acquisizione del dato, rispetto ad altri contesti più ordinari. Vengono qui descritte le principali metodologie di prospezione ad oggi applicate per la ricerca archeologica in ambito lagunare, fornendo un quadro generale, seppure non esaustivo, delle potenzialità e dei limiti in questo specifico ambito di applicazione, anche attraverso qualche caso di studio, rimandando alla letteratura specifica in materia, eventuali necessari e più puntuali approfondimenti.

Geophysical prospections have been part of the survey tools available for archaeological research for decades. Today, most of the survey techniques known in the geological field are also applied in the archaeological research by their non-invasiveness and ability to provide essential information on the location and extent of buried structures of interest, even over vast areas.
The fields of application of geophysical survey techniques for archaeological purposes range from land (e.g. rural, urban or coastal contexts) to semi- and submerged environments, which include fresh, salt or brackish water and humid or shallow water areas. The latter is part of the lagoon environment, the complexity of which limits and sometimes precludes the use of specific techniques generally used on dry land and requires the adoption of expedients during the data acquisition phase, compared to other ordinary contexts. Therefore, we here describe the main prospecting methodologies applied to date for archaeological research in the lagoon areas, providing a general, albeit not exhaustive, picture of the potential and limits in this specific field of application through some references to the literature and a few case studies, referring to the specific literature on the subject for any necessary and more detailed information.


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