La persistenza dell’antico a Venezia: i dodici Cesari nel giardino di Palazzo Soranzo-Cappello

Eleonora Zorzi

pp. 115-125, Figg. 5

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Abstract

Dal XIV al XVIII secolo il De vitae Caesarum di Svetonio fu acclamato in tutta la Serenissima Repubblica e fu fonte di ispirazione per studiosi e artisti. Molti collezionisti veneziani seguirono la tendenza di dedicare spazi nelle loro case per le collezioni di ritratti raffiguranti i più famosi imperatori romani, mentre gli scultori iniziarono a studiare i testi classici per trovare nuove fonti di ispirazione per le loro opere. I moderni ritratti romani furono spesso esposti nelle raccolte veneziane per impressionare gli ospiti, per rappresentare i vizi e le virtù del collezionista o per celebrare il potere e la fortuna della dinastia. Il presente lavoro di ricerca si concentra sullo studio iconografico della serie scultorea dei dodici Cesari, situata nel giardino di Palazzo Soranzo-Cappello a Venezia e realizzata sotto la supervisione di Clemente Molli, attivo a Venezia dal 1638. Lo studio iconografico dei volti degli imperatori nasconde una curiosa storia che lega la figura dello scultore Molli agli artisti Bernardino Campi, Egidio Sadeler e Tiziano Vecellio. Lo scopo è di riconsiderare il giardino come un museo all’aperto, dove la classicità romana si lega ad una nuova epoca, quella appunto barocca, trasferendo così il tema dell’antico in un contesto unico e originale.

This work concerns the iconographic masterpiece ‘the Twelve Caesars’, located in the garden of Palazzo Soranzo-Cappello in Venice. From the fifteenth to the eighteenth century De vitae Caesarum by Suetonius was acclaimed throughout the Serenissima Repubblica and provided a source of inspiration for scholars and artists. Many Venetian collectors embraced the fashionable trend of devoting space in their homes to portrait collections depicting the most famous Roman emperors, while sculptors studied the classical texts as they sought to give the illustrious emperors new profiles. The modern Roman portraits were often displayed as a way of representing a person’s vices and virtues or to celebrate a dynasty’s power and fortune while impressing visitors. The main aim of this study is to focus on the complete series of twelve life-size Caesars, believed to have been made under the supervision of Clemente Molli – active in Venice from 1638 – and to re-consider a garden as a work of art or outdoor museum. The iconographic study of the emperors’ faces also hides a curious story linking the figure of the sculptor Molli with the artists Bernardino Campi, Egidio Sadeler and Tiziano Vecellio.

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